Da sempre nell’immaginario collettivo, grazie anche ad una famosa commedia di William Shakespeare “Il Mercante di Venezia”, gli Ebrei vengono visti come usurai pieni di denaro e avidi. In realtà non tutti sanno che essi erano costretti a fare gli usurai, perché lo imponevano fin dal Medioevo le leggi dei paesi in cui risiedevano, dal momento che la Chiesa considerava peccato il prestare denaro ad interesse.
A Venezia, dove venne creato il primo Ghetto del mondo, esistevano tre banchi dove si poteva impegnare un oggetto in cambio di un prestito in denaro. Prestatori di denaro ebrei sono documentati a Venezia già nel XIV secolo ma la loro regolamentazione avvenne nel corso del ‘500 quando il Ghetto fu istituito; lo stato stesso incentivava l’attività di questi banchi, per avere meno poveri di cui occuparsi.
Questi tre banchi, il rosso il verde e il nero, sopravvissero fino alla fine della Repubblica (1797), poi se ne perse il ricordo. Fortunatamente oggi è possibile visitare di nuovo uno di questi banchi, il Banco Rosso, che recentemente è stato restaurato e adesso è aperto ai visitatori. Il suo nome deriva dalla ricevuta di colore rosso che i clienti ricevevano quando lasciavano in pegno un oggetto e si pensa che il termine bancario “andare in rosso”, derivi proprio da questo antico banco di pegni veneziano.

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