La leggenda dei Cocài

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Uccelli misteriosi della laguna, i gabbiani sono soliti migrare al tramonto verso il mare, per tornare nelle acque salmastre solo allo spuntare dell’alba. Una volta popolavano anche le campagne ed accompagnavano con il loro volo i contadini mentre aravano la terra. I tempi sono cambiati ed oggi i gabbiani si sono trasferiti a vivere in città. Ma i loro gemiti nascondono un segreto…una pena d’amore molto antica.Nel periodo successivo al crollo dell’Impero Romano un giovane patrizio latino fu costretto alla guerra dai nuovi dominatori dell’impero: i longobardi. Essendo fresco sposo di una giovane, decise di condurla in un’isoletta della laguna veneta, affinché non rischiasse di essere presa dai briganti che scorrazzavano nella pianura.Qui le popolazioni erano al sicuro perché nemmeno i guerrieri barbari osavano avventurarsi tra quegli acquitrini fangosi e pericolosi. Il giovane signore la affidò al tribuno marittimo, Eraclio. Ma la poverina, disperata, lo implorava di rimanere per sempre con lei in quell’isola per vivere felici e allevare i figli che sarebbero nati.Il marito, con dolore, rispose che il suo dovere era combattere; comunque le promise che se fosse tornato sarebbero rimasti in quella buffa ma sicura isoletta.Per mesi la donna visse in solitudine e impazzì: in una notte di bufera sognò il marito che, ormai fantasma, la chiamava. Pazza di dolore, uscì nella tempesta e le parve di vedere il corpo del marito rotolare tra le alghe. Si buttò per afferrarlo, ma il vento la trascinò nel turbine sempre più alto finché, al culmine, il suo corpo incominciò a scendere ad ali aperte… per magia si era mutata in uccello, che strideva disperato sorvolando l’acqua.Così ha origine il gabbiano, uccello rappresentativo del nostro ambiente.

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